Armeria Reale di Torino,
Ignazio e Filippo Collino,
statua rappresentante la Fortezza d’animo,
particolare, 1761.

 






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TESORI DEL PIEMONTE
1
Palazzo Madama
 
titolo
 
Enrica Pagella
autore
9788889853245
isbn
2011
edizione
€ 9,50
prezzo
   
 


192 pagine

confezione:
brossura
con alette


Lingua
 PIANO PRIMO

Le sale del primo piano di Palazzo Madama, funzionalmente collegate al grandioso scalone realizzato su progetto di Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1721, sono ambienti di grande complessità e ricchezza.
La decorazione architettonica, costituita da un mirabile insieme di stucchi, affreschi e arredi in legno intagliato e dorato, risale all’impianto voluto dalla seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, e fu realizzata tra il 1688 e il 1720.
I dipinti, i mobili e tutte le altre opere esposte appartengono invece alle collezioni del museo.
La distribuzione e l’allestimento delle collezioni punta al dialogo tra gli spazi e gli oggetti, per raggiungere la massima valorizzazione reciproca e per ricreare, anche attraverso la suggestione cromatica delle tappezzerie in seta, l’idea di uno spazio fastosamente abitato.
I nomi delle sale, ripresi dagli inventari settecenteschi, specificano la funzione assolta dagli ambienti in età barocca, mentre le opere propongono percorsi tematici legati di volta in volta al carattere e al profilo delle collezioni.
Il percorso non ha una sequenza rigida: ogni ambiente può essere esplorato come un luogo a sé; il visitatore può scegliere come orientarsi, seguendo la mappa, tra i due estremi marcati dalle verande e girando intorno alla Sala del Senato, che occupa il vano centrale dell’edificio, coincidente, nel medioevo, con il cortile del castello.
L’accesso dalla Torre Panoramica sbocca in una delle sale affrescate dal pittore ligure Domenico Giudobono (1714), qui impegnato in una veduta prospettica spalancata sull’azzurro del cielo, a cui fa da contrappunto, in basso, il modello ligneo del castello di Rivoli, e, intorno, i ritratti dei principi di Savoia, artefici delle grandi trasformazioni barocche della città. Da qui il percorso si divide: verso nord con la Camera delle Guardie, dedicata alla pittura piemontese e lombarda del Seicento, il Gabinetto Rotondo e la Stanza dei Fiori, con la sua suggestiva selezione di “capolavori in piccolo” (ritratti in miniatura e microintagli). Gli ultimi ambienti, la Camera della Galleria e la Veranda Nord, ospitano il Caffè Madama.
Ritornando sui propri passi, si riprende la visita con la Sala Feste, un grande ambiente creato nel 1927 unendo due sale dell’appartamento di Madama Reale (Camera dei Paggi e Camera di Parata).
Qui è esposta una selezione di opere di arte decorativa e in particolare mobili, con capolavori dei minusieri torinesi Luigi Prinotto, Pietro Piffetti e Giuseppe Maria Bonzanigo.
Alle pareti, i dipinti propongono l’immagine di una quadreria del Settecento, dove si impongono i temi di genere: i paesaggi, le nature morte e la superba scena di soggetto popolare di Giacomo Ceruti, uno dei massimi pittori del Settecento italiano.
Più oltre, la Sala Quattro Stagioni, con l’accesso alla Torre Tesori (opere preziose e intagli provenienti dalle collezioni reali), e la Camera di Madama Reale, caratterizzate da una fastosa decorazione con sfondati di cielo, finzioni di grate dorate e di nicchie, conchiglie, coralli, animali esotici, personificazioni femminili delle virtù che alludono al buongoverno della Madama Reale.
Da qui si raggiungono alcuni ambienti a carattere privato, la Piccola Guardaroba, il Gabinetto Cinese, la Camera Nuova.
Per ultima, la Veranda Sud, un tempo accuratamente arredata, vera proiezione della magnificenza regale verso gli spazi pubblici dello scalone e della piazza Castello e oggi Sala Relax.
Infine, la Sala del Senato, oggi spazio per le mostre temporanee, concepita agli inizi del Settecento come grande ambiente di rappresentanza e utilizzato a partire dal XIX come spazio pubblico: sede della Regia Pinacoteca nel 1832, dell’aula del Senato Subalpino, poi primo Senato d’Italia nel 1861.

 

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